La Madonna della Stella

La Madonna della Stella

La Simbologia della Stella ad Otto Punte

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pubblicato 18 lug 2009, 12:12 da Luca Falace   [ aggiornato in data 25 lug 2009, 06:18 ]

La Madonna della Stella

Articolo del Dott. Luca Falace

 

Fonte: Facebook L’Opera Celeste Fan
Sabato 18 Luglio 2009

 

Il nome dell’Opera in questione è stato dato dal dott. Luca Falace, poiché non si conosce l’Autore dell’Opera e la datazione. L’opera è di proprietà dei beni della famiglia Falace.

Mentre un importante gruppo di storici lavora, per la ricerca dell’attribuzione della datazione di questo dipinto, ho battezzato tale opera, poiché non si conosce l’Autore, con il nome di – La Madonna della Stella – per l’evidente e magnifica Stella color Oro ad Otto punte dipinta sul mantello della Vergine.  Tale attribuzione del nome, da me inventato, è possibile grazie al fatto, che l’opera in questione è di mia proprietà. 

Questo dipinto fu acquistato o ereditato dallo zio di mia nonna paterna, grande collezionista di arte moderna, e quindi di proprietà dei beni della mia famiglia. La tela è molto antica, infatti già mio nonno Adamo per preservare l’opera la fece incorniciare con un vetro di protezione. Dall’antichità della tela è improbabile che sia un opera del periodo ottocentesco inerente il Neoclassicismo o un opera di qualche ramificazione preraffaellita. Lo stile dell’opera richiama l’intervallo di tempo a cavallo tra il 1440 e il 1470. Poi aspetterò il responso inerente l’attribuzione. In ogni caso, la bellezza di quest’opera è rara ed unica nel suo genere e sono felice di averla eredita”. Luca Falace

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La Madonna della Stella
Opera collezione privata di famiglia. Particolare dell’Opera – Autore ignoto – Periodo probabile attribuzione seconda metà del  XV secolo

Particolare dell’Opera – Autore ignoto – Periodo probabile attribuzione seconda metà del  XV secolo


Attiribuzione in Corso

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La Madonna della Stella

Descrizione del Dott. Luca Falace

 Lo stile dell’opera richiama l’intervallo di tempo a cavallo tra il 1440 e il 1470. Dall’antichità della tela è iimprobabile che sia un opera del periodo ottocentesco inerente al Neoclassicismo o opera di qualche ramificazione preraffaellita. La bellezza di quest’opera è rara ed unica nel suo genere. La presenza dei due classici personaggi del culto mariano è a dir poco impressionante. Lo sguardo della Vergine e del Bambino è intelligente ed eloquente. L’intensità della loro attenzione, nei confronti degli astanti spettatori che ammirano quest’opera, sembra richiamare le figure del Leonardo.

In quest’opera sono presenti l’intelligenza e la genialità leonardesca, nel rendere vive le figure, ma lo stile è evidentemente precedente. Inoltre la Madonna ed il Bambino sembrano ripercorrere stili storici diversi, pur essendo entrambi presenti nella stessa opera.

Nel complesso l’opera vive in un matrimonio tra l’arte tardo medievale, per alcune decorazioni in oro, quali l’aureola della corona d’orata della Madonna e del Bambino, e chiari riferimenti al primo Rinascimento, quali la prospettiva, la postura, il colore e le sembianze tipiche delle opere del nascente Rinascimento. Lo stile presente in quest’opera vive una comunione tra il primo Rinascimento, la cultura tardo gotica e l’arte fiamminga.

Per quanto concerne la Madonna, Essa richiama, in alcuni lineamenti del volto, nelle forme e nella postura, lo stile del Bellini e come ho già descritto, quella dell’arte italiana del primo Rinascimento, seppur nelle sue fattezze è presente l’eco dell’arte nordica.

Nel Bambino, invece, con in mano una giovane colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, sono presenti delle forme tardo gotiche. La figura incarna le sembianze di alcune opere dell’arte nordica, fiamminga e precisamente del Drurer e dall’evidente muscolatura a tratti michelangiolesca. La piccola colomba bianca, che si posa con leggerezza sulle dita della mano sinistra del Bambino, mentre con la destra il Salvatore sta ad indicare il volatile, rappresenta metaforicamente il crescente Spirito Santo. E’ la figura stessa del Cristo in giovane età. La Giovane colomba e il Cristo hanno la stessa giovinezza e sono la medesima cosa.

Per quanto concerne il discorso simbolico sulla stella dorata ad otto punte, presente sul mantello della Vergine, è rara la presenza di questo simbolo, in questa determinata tipologia iconografica. Sappiamo che questo simbolo è presente maggiormente nell’araldica ecclesiastica. Il simbolo, di tale stella ad otto punte, secondo alcuni simboleggia il Cristo Salvatore, mentre secondo altri rappresenta la Vergine Maria.

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La Simbologia della Stella ad Otto Punte

 

Nello studio dell’iconografia legata all’antica simbologia, la stella ad otto punte rappresenta la dèa babilonese Ishtar. E’ presente in antichità l’associazione della dèa, con il pianeta Venere. Quindi nell’iconografia, la dèa è associata alla stella ad otto punte. Tale simbolo si trova nell’iconografia cristiana in riferimento alla Madonna; la Vergine Maria.

E’ un antico riferimento quello del simbolo con l’icona della divinità. E in particolare con la stella ad otto punte, che rappresenta spesso il Pianeta Venere. Già i sumeri adottavano tale simbolo, per quanto concerne la raffigurazione del Pianeta Venere, poiché le fasi dell’astro corrispondono ad un ciclo di otto anni terrestri. Anche nel periodo medievale esiste un riferimento astronomico equinoziale.

Probabilmente il geniale e ignoto autore dell’opera, nel rappresentare tale dipinto, era inconsapevole dell’antica simbologia da lui costruita intorno all’opera. In tal senso ricordiamo un passaggio di Mircea Eliade presente nel suo volume, “Immagini e Simboli a pag. 16, sulla questione del simbolismo:

 “[…] il simbolo rivela determinati aspetti della realtà – gli aspetti più profondi – che sfuggono a qualsiasi altro mezzo di conoscenza. Le immagini, i simboli, i miti non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità e adempiono una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell’essere“.

Nella cultura occidentale la stella ad otto punte corrisponde al Centro Sacro, il quale viene raffigurato da un quadrato, nel quale vi sono due diagonali e due mediane. In architettura esiste un chiaro riferimento tra la stella ad otto punte e il Centro Sacro. L’unione delle punte formano l’ottagono e in origine i battisteri erano di forma ottagonale. Il battesimo ricordiamo che era considerato uno strumento, per compiere un rito di passaggio. Tale rito è appunto il passaggio che avviene dalla terra al cielo, dalla materia allo spirito.

Nella cultura orientale troviamo la medesima descrizione del Centro Sacro, ma in forma circolare. La Ruota con Otto Raggi compare prevalentemente in Oriente, ma anche in Occidente. Questa da origine a vari significati simbolici, quali la ruota del Karma, la ruota dei Chakra, la Rosa ad Otto petali.

Partendo dalla questione che la stella ad otto punte è uno dei simboli fondamentali associati alla dèa Ishtar, con il passare del tempo, c’è stata una fase di stratificazione delle culture, come avviene in tutti i miti e i simboli. Il culto si è adattato a tali cambiamenti, alle culture successive, e quindi  anche nelle relative divinità femminili. In tal senso troviamo lo stesso simbolo associato alle successive divinità similari: Astarthe, Iside, Afrodite e Venere, fino al relativo recente culto mariano.

L’origine di tale associazione, si ramifica poi in varie versioni. Quella più ufficiale, diciamo storica e antropologica, è di carattere astrologico. La Grande dèa, la Magna Mater, in generale è stata sempre associata ad un astro notturno molto lucente, quindi la Luna o il pianeta Venere. Questo Pianeta ha suscitato un maggior interesse, in molte culture, pur essendo lontano e quindi piccolo a differenza del nostro satellite, la Luna, che si presenta all’osservazione in una grandezza maggiore, poiché molto vicino alla Terra. Venere con la sua luce intensa a differenza di tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare possiede una duplice natura; stella del mattino e della sera. Questo evidentemente doveva essere uno dei motivi della scelta dell’astro, in corrispondenza di determinate divinità, oltre al fatto che il suo ciclo di otto anni, si basa sul numero sacro dell’Otto. Tale numero sappiamo che, in molte culture, ha un valore sacro corrispondente all’Infinito.

Nella versione della mitologia contemporanea, ovvero per quanto concerne la mitologia popolare, esiste una spiegazione, tra la similitudine delle coincidenze simboliche e mitologiche, in riferimento ai simboli derivati dal numero otto e la figura della Magna Mater. In molti miti contemporanei è descritto, che lo stesso simbolo templare della stella ad otto punte rappresenti il femminino sacro.

E’ questo uno dei motivi principali, secondo i più recenti miti popolari, dell’adozione del simbolo negli emblemi dei principali Ordini. La stella ad otto punte, la Croce delle Beatitudini, è in riferimento al femminino sacro. In tal senso la Vergine rappresenterebbe questo femminino Sacro.

Come abbiamo già visto la stella ad otto punte è il simbolo del Tempio. I Templari hanno adottato questo simbolo, nella costruzione delle grandi cattedrali gotiche. Il Rosone gotico rappresenta il simbolo della Stella ad otto punte. Il Simbolo della Rosa, quello della Ruota. Questi simboli si ritrovano tutti, in un unica icona: la Coppa del Santo Graal. Questa rappresenta simbolicamente la rinascita mistica.  Il Graal è l’immagine simbolica della coppa, che rappresenta il femminino relativo alla grande madre. Sin dai tempi antichi la coppa, che accoglieva l’acqua che cadeva dall’altro, così come la terra veniva fecondata, era il simbolo della Magna Mater. La madre di tutte Madri. La leggenda dei cavalieri alla ricerca del Graal, sta a significare il ritrovamento del femminino sacro rappresentato dalla stella ad otto punte. Tale simbolo disegna la conciliazione tra la terra, che è raffigurata dal quadrato ed il Cielo figurato dal cerchio, così come nella simbologia dei solidi, la materia è rappresentata dal cubo e lo spirito dalla sfera.

L’emblema di questo equilibrio tra l’Avere e l’Essere è la Stella Polare: la Porta del Cielo. Altra similitudine è la Rosa dei Venti, per l’utilizzo dell’indicazione dei punti cardinali. La Stella Polare iconograficamente ha uno schema ottagonale, quindi la simbologia del numero otto e i relativi simboli del centro sono determinati dalla sua simmetria centrata. Per tale motivo è chiamata Stella Polare, in altre parole è considerata simbolicamente il centro del Mondo. E per tale motivo metaforicamente la Stella Polare è il simbolo della fonte della luce, per la salvezza materiale e spirituale. Questa rappresenta metaforicamente il Centro Sacro attorno al quale ruota l’intero firmamento. Come la Stella Polare indica la via giusta, la Stella ad Otto punte rappresenta la via dei giusti, la via della risveglio, secondo i più recenti miti popolari.

Luca Falace

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