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    Il Potere Alchemico della Consapevolezza

    ESTRATTI | ARTICOLI

    Colui che osserva cambia le cose. Il potere magnetico e alchemico della consapevolezza

    di Luca Falace, dal libro L’Opera Celeste

    FONTE Riccardo Lautizi

    Staff

    https://www.dionidream.com/potere-alchemico-consapevolezza/

    potere alchemico consapevolezza

    Il pensiero è la base geometrica. Ad ogni pensiero corrisponde un movimento e una forma atomica, dunque geometrica. In tal senso Pitagora parlò dell’armonia delle sfere. Secondo cui ogni corpo celeste, ogni atomo produce una vibrazione particolare, un determinato suono a seconda del movimento del ritmo, o appunto della vibrazione. La nostra energia cambia di polarità e di colore asseconda del nostro animo, del nostro stato psicofisico. Le emozioni hanno un colore, queste non sono visibili come nel camaleonte, simpatico animaletto. Colui che è in grado di osservare il corpo eterico noterà la notevole differenza di colori tra le persone. Il nostro complesso energetico, è evidenziato attraverso l’aura. Questa è un corpo energetico di luce colorata. Ad occhio nudo non è visibile.

    Circostanze, incontri e avvenimenti sono collegati alla nostra energia. Sperimentare eventi negativi significa sintonizzarsi su una bassa frequenza dei chakra. Sperimentare eventi positivi significa essere sintonizzati sulle alte frequenze dei chakra. Una delle rivelazioni più importanti di Lucas, consiste nella frequenza energetica degli eventi.

    Ogni essere emette una sintonia energetica, che corrisponde ad un determinato segnale, il quale è collegato ad un determinato chakra. L’utilizzo di determinati chakra, accomunerebbe esperienze simili ed eventi paralleli. Più persone che utilizzano un determinato chakra, si troveranno a vivere esperienze simili e parallele. Questo perché essi praticano la stessa vibrazione energetica, utilizzano gli stessi chakra. Questa energia, dovuta all’apertura di un determinato chakra, corrisponde ad una determinata frequenza energetica.

    Sin dall’antichità per elevare il livello di energia sono stati adoperati vari sistemi: l’uso dei suoni, dei colori, delle essenze, delle pietre, dei cristalli, dei massaggi, degli esercizi fisici, dello yoga, dell’alimentazione e la visita di bei luoghi. La conoscenza del suono creativo, si sviluppò in India attraverso le varie tecniche yoga. Sono i Mantra, suoni fisici e spirituali, che sono accompagnati a volte dai Mandala. Immagini artistiche simboliche e spirituali. Un suono può conciliare la meditazione. Questo perché stimola un determinato chakra, e una determinata zona del cervello. Un suono, preghiera, è accompagnato da un’immagine colorata geometrica astratta. Tali immagini rievocano un simbolismo archetipo e universale, che possiede la stessa funzione del suono, vale a dire di rilassamento e di trascendenza spirituale.

    Immaginiamo che ad ogni grado di complessità dell’essere, si formi una o più figure geometriche. Le persone, dunque, oltre ad essere alte, basse, magre e grasse, possono essere anche composte da una geometria eterea di svariate forme complesse o semplici, in rapporto al grado di complessità dell’energia celeste dell’essere. Il pensiero è in continuo movimento non si ferma mai anche quando dormiamo. Sta a noi indirizzarlo verso una via evolutiva, per una formazione etereo-geometrica pura e perfetta e non contorta e caotica. Una forma che rispecchi le proprietà atomiche non “radioattive”. Le quali creano vortici di forze negative. Questi si mutano in degli elementi acidi yin. Per fortuna ci sono persone alcaline yang, che riequilibrano il sistema e lo evolvono verso il costruttivismo intellettivo.

    Questo non vuol dire però che dobbiamo prestare attenzione a tutto ciò che pensiamo in ogni momento, ma bisogna invece, lasciare evolvere e far fluire i pensieri. Per poi condurli verso la positività. Si formeranno così intorno e dentro di noi, dei solidi platonici perfetti. La nostra struttura nel tempo e nello spazio, sarà perfetta, in armonia con l’anima e lo spirito. Questa è la trasmutazione del metallo grezzo in quello più prezioso; l’Oro. Questo è il mutamento della pietra grezza in quella più preziosa; il Diamante.

    Al contrario se si percorre il procedimento inverso, ossia quello di un essere legato alle brame materiali, nelle forme più primitive, avviene la corrosione tramite elementi acidi. Questi portano al caos della forma, fino ad arrivare alla struttura cellulare, quella molecolare e poi quell’atomica. Basta osservare la natura, nella sua perfezione delle forme, per capire l’evoluzione in quale direzione si volge. La conoscenza personale, di qualsiasi essere umano, è percepita dall’esterno come un universo a se stante. Una visione di una realtà definibile. All’interno di un’anima, risiede uno spazio unico in continuo movimento.  Molte volte colui che ha disegnato la struttura, difficilmente la riconosce. Inavvertitamente opera, in ogni caso attraverso un disegno e lo modifica continuamente mutandone la forma.

    Noi siamo composti dal tutto. I rapporti umani si basano su scambi d’energia. Gli atomi si mescolano e vengono a fondersi con altri atomi. Le particelle di uno o più persone si mescolano, in base alla loro frequenza, come filamenti residui tra un essere ed un altro. Essi continuano il collegamento. Per questo motivo a volte, si creano delle dipendenze tra due o più persone, poiché si comunica erroneamente con una cerchia ristretta. Bisognerebbe prima accrescere la singola anima, la propria personalità, e poi condividerla con l’intera comunità. Il risultato di quest’ultima esperienza è l’equilibrio del corpo e della mente. Questo equilibrio si acquisisce frequentando solo ed esclusivamente se stessi. Poi l’intero mondo esterno.

    L’inezia mentale, conduce alla sonnolenza e al torpore, all’annebbiamento della mente, alla depressione e all’abbattimento. La devozione alla ricchezza e al potere producono l’inquietudine e l’aridità spirituale. Queste forze che volgono dalle bassezze mentali, possono essere senza sforzo stemperate, attraverso la meditazione e le buone azioni karmiche.

    La meditazione tiene la mente attiva, lucida, attenta e tranquilla. La meditazione è il mezzo attraverso cui si giunge alla consapevolezza indiscriminate, alla conoscenza, alla onniscienza. Attraverso la meditazione si raggiunge la Śamatha, l’abbraccio della mansueta calma interiore, e la Vipaśyanā, la via dell’intuizione che tutto osserva. Con la pratica della meditazione avviene la dissoluzione dei garbugli emotivi, dei bassi istinti e delle poco profonde ideologie. Attraverso l’esercizio della meditazione scaturisce un sentimento di armonia, e d’unità con tutti gli altri esseri. Nasce un’energia morale, serena, nobile e persistente. L’espressione emotiva di questa pratica è la gioia. La calma e la spontaneità assicurano alla mente la libertà dal mondo dei desideri, queste sono le basi della meditazione, che portano al risveglio della consapevolezza.

    Ogni cosa è legata a qualche altra cosa. Tutto vive un eterno collegamento, che non può essere etichettato o spiegato con la superficiale logica. Nulla è fisso tutto è in movimento. Nulla è stabile per sua propria natura. L’esistenza è un intreccio di avvenimenti, percezioni, desideri, emozioni, correlazioni tra persone e cose. Nell’uomo comune la conoscenza è indiretta, essa proviene dal mondo esterno. Tutti quelli che hanno sviluppato la consapevolezza della loro stessa esistenza, si sono accorti che facciamo tutti parte di un unico disegno. Non bisogna dimenticare che ogni realtà è soggettiva e relativa. Vige il libro arbitrio, così come la condizione evolutiva è in parte una scelta individuale. Il pensiero Orientale ci insegna e ci fa riflettere prima di agire o prima di non agire. Se la mente dimora nel Sé superiore, ossia l’anima, allora ella godrà di felicità continua. I pensieri si sviluppano nella mente, mentre il corpo è immerso nelle tre dimensioni o mondo fisico.

    Quel che uno pensa quello è il suo mondo. Ciò che pensa quello diventa, ciò che mangia quello incorpora e quello diventa.

    Noi rendiamo concreto quello stato magnetico, che attira le correnti simili. Le polarità, le forze o fluidi contrari, si attraggono, mentre i simili si respingono. Così quando nella mente germoglia un pensiero è come se noi, ipoteticamente, l’avessimo già commesso. Com’è noto due polarità, due forze o fluidi contrari si attraggono, mentre quelle simili si respingono. Le correnti della mente attirano i contrari degli stati d’animo del corpo. Mentre i contrari degli stati d’animo del corpo attirano le correnti della mente. Questo vuol dire che quando il nostro stato d’animo ci fa pensare o desiderare intensamente una cosa, inevitabilmente la richiamiamo, ma una corrente contraria alla nostra volontà, si oppone e la respinge. Solamente quando non desideriamo più questa cosa essa ci giunge o si manifesta.

    Noi stessi realizziamo, quello stato diciamo magnetico che attira le correnti simili. Se un pensiero diventa costante, l’essere che lo crea diventa, con il tempo, la manifestazione del pensiero stesso. Siamo il risultato di ciò che pensiamo, di ciò che mangiamo e di ciò che facciamo o diciamo. I pensieri hanno effetto su di noi, e sull’ambiente che ci circonda. L’individuo che dorme, il non illuminato che si lega alle illusioni della materia, agli attaccamenti, alle discriminazioni, ai pregiudizi, alla negatività e alla distruttiva critica negativa crea l’illusione del Samsāra, il mondo della continua reincarnazione. La realtà del mondo esterno e dunque relativa, essa è mutevole e non ha una sua esistenza autonoma. Nella teoria della mutazione dell’universo, nella meccanica quantistica, tutto dipende da colui che osserva. Colui che osserva cambia le cose.

    Estratto dal libro “L’Opera Celeste” di Luca Falace

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    Sincronismo Creativo. Come sviluppare e riconoscere le sincronicità


    luca falaceLuca Falace, nato in Italia, il 15 Dicembre del 1970, Laureato alla Facoltà di Lettere all’indirizzo Storico Artistico Contemporaneo. Nella sua tesi in Antropologia Culturale sul fenomeno delle divinazioni, evidenzia la relazione con le origini dell’arte attraverso la ricerca della simbologia del mito, presente nelle tradizioni popolari. Insegnate di storia dell’arte, creatore di opere pittoriche e musicali, designer di prodotti industriali, ideatore di macchinari per il benessere del corpo umano e mediatore nel settore dei Brevetti Industriali Internazionali. Da oltre un decennio è impegnato nell’analisi antropologica dell’arte e nello studio degli eventi paralleli. Ha pubblicato con Iemme edizioni anche Il Segreto Mitologico e Il sincronismo creativo (2013).

     

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    Sincronismo Creativo

    ESTRATTI | ARTICOLI

    Sincronismo Creativo. Come sviluppare e riconoscere le sincronicità

    di Luca Falace, dal libro Il Sincronismo Creativo

     

    FONTE Riccardo Lautizi

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    https://www.dionidream.com/sincronismo-creativo/

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    sincronicita

    E’ importante sviluppare la consapevolezza, delle cose che ti circondano. Questo può avvenire in maniera profonda, solo grazie alla comprensione del funzionamento degli Eventi Paralleli.

    Questo fenomeno naturale, ci accompagna durante l’arco della nostra intera esistenza. Nell’uomo comune tale comprensione e azione avviene a livello istintivo. Tu comprenderai che può esserci un’interazione con tale fenomenologia. In essa si trova il mistero dell’esistenza. Quindi, ciò che tu andrai ad imparare corrisponde al più alto ed importante studio, nei riguardi della tua esistenza e quella di tutti gli Esseri Umani.

    Questo è l’unico volume al Mondo, che menziona la relazione che intercorre tra i Sincronismi, le Coincidenze e la Sincronicità.

    Per ottenere dei risultati importanti bisogna pensare e agire, in una maniera diversa dalla massa. Bisogna imparare a pensare. Dimenticare ciò che si conosce, per poi comprendere e imparare nuovamente. Occorre conoscere nuove strade, muoversi oltre i preconcetti.

    Per comprendere in una maniera profonda il Fenomeno degli Eventi Paralleli, rifletti con attenzione ciò che ho studiato, e scritto in questo manuale. Vedrai che si aprirà un nuovo mondo dietro ogni cosa che osserverai.

    La Coincidenza nella Cultura degli Uomini

    La coincidenza, quella estranea alla ragione dell’individuo, è definita genericamente come casuale, o come disegno del destino. Gli antichi occidentali la definivano: volere del fato. In Oriente tale fenomeno viene spiegato come effetto delle leggi karmiche. Nella cultura occidentale, negli anni successivi all’avvento del Cristo, questi fenomeni erano spiegati come messaggi del volere divino.

    Nella cultura attuale, legata al processo tecnologico, il fenomeno delle coincidenze vive una caotica stratificazione, di tutte queste spiegazioni, concepite dal pensiero umano. L’osservazione umana, essendo tale, è limitata ad una ristretta valutazione dei fatti, seppure essa rientri in una comune simbologia universale legata agli archetipi.

    La comunanza descrittiva del fenomeno delle coincidenze, in alcuni casi, trova un unico pensiero, nelle varie culture che popolano il pianeta. Come se l’osservazione umana, di un fenomeno da sempre ignoto, arrivi ad una comune e pacifica spiegazione. In tal senso il fenomeno può trovare una giustificata spiegazione, nei cosiddetti archetipi junghiani.

    Il fatto che non si possa dare un significato alla coincidenza, non vuol dire che il fenomeno, non può essere studiato. La coincidenza può essere identificata, in un determinato contesto, in una situazione favorevole, o meno, nel quale l’individuo si trova.

    L’associazione della coincidenza, al tipo di esperienza vissuta, determina un personale giudizio positivo, o negativo, nei riguardi di ogni individuo.

    Il fenomeno naturale, dunque, si verifica in qualsiasi contesto, o luogo. Questo avviene sia nel microcosmo, e sia nel macrocosmo, senza distinzione.

    Per quanto riguarda un’analisi della manifestazione in questione, da parte di qualsiasi individuo estraneo al fenomeno, consiglio una mia metodologia conveniente.

    Il Gioco, a mio parere, è il modo migliore per avvicinare il singolo individuo impreparato, all’individuazione e all’analisi delle coincidenze.

    Il Gioco delle Coincidenze

    Il gioco delle coincidenze, solo così possiamo iniziare ad avvicinarci seriamente, con interesse, all’analisi del fenomeno naturale delle coincidenze: giocando. Nello studio di tale fenomeno ho potuto riscontrare, nelle persone di qualsiasi ceto sociale e professione, un indubitabile tabù a riguardo. Addirittura in molti casi, una paura infondata.

    Il gioco come forma di interazione, per familiarizzare, in modo tranquillo, con questo profondo e controverso fenomeno naturale.

    Il metodo è molto semplice, basta trascrivere le coincidenze significative nelle pagine di un agenda personale. È importante che la coincidenza significativa abbia una datazione. La trascrizione deve essere inserita sia nella pagina, in riferimento alla data dell’evento, e sia nel calendario dell’agenda.

    Dopo un paio di mesi, si potranno notare un’innumerevole serie di coincidenze cicliche, verificatesi in determinati giorni della settimana. Dopo un paio di anni, gli eventi paralleli, potranno essere osservati nei cicli mensili e, dopo molti anni, questi potranno essere notati nel ciclo annuale.

    Dopo un decennio gli eventi paralleli, sorprendentemente, coincideranno con risultati ottenuti nel nostro studio, nel lavoro, nella vita sentimentale ecc. La meraviglia è quella di osservare un preciso disegno del camino individuale, legato a fatti, avvenimenti, persone, luoghi ecc. scaturito da apparenti coincidenze.

    Questa mia analisi metodologica risveglierà la tua coscienza, poiché ti apparirà chiaro, che il tuo cammino si è svolto in concomitanza degli eventi paralleli.

    In seguito ho riportato un mio elaborato elenco, le cui supposizioni, chiariscono alcuni punti fondamentali inerenti il fenomeno delle coincidenze.

    Dal lato pratico invece è possibile visionare – grazie all’elenco da me compilato – alcuni punti fondamentali su cui le coincidenze pare abbiano un senso concreto:

    1. La coincidenza esiste in natura, come qualsiasi fenomenologia presente nell’universo.

     

    1. L’interazione dei fenomeni avviene secondo le varie tipologie di carattere, e quindi secondo l’evoluzione dell’individuo.

     

    1. Le coincidenze avvengono con eventi, luoghi, situazioni, nomi, persone, pensieri, idee, scoperte, animali, clima, ecc.

     

    1. Le coincidenze non possono essere valutate, ma solo osservate nella loro continua evoluzione naturale.

     

    1. Il numero delle coincidenze, in un caso, può essere infinito o nullo.

     

    1. Tale fenomenologia non è sottoposta ad alcuna regola matematica inerente la logica cartesiana, e la fisica newtoniana.

     

    1. Tale fenomenologia coincide con alcune ipotesi relativistiche, della meccanica quantistica e, della teoria del campo.

     

    1. La spiegazione, da parte dell’essere umano, in riferimento a qualsiasi tipologia di sincronismo, comporta una mutazione dell’arcano significato originario neutrale, rendendo il fenomeno un evento scaramantico, basato sull’osservazione ristretta, di uno o più individui.

     

    1. Ignorare l’esistenza, o ridurre alla semplice casualità, il fenomeno delle coincidenze, significa avere una visione ristretta e superficiale, nei riguardi dell’osservazione dell’esistenza.

     

    1. Le coincidenze evolutive possono essere umane, animali, naturali e universali.

     

    1. Le coincidenze evolutive umane scaturiscono da un’intenzione conscia, o inconscia, da parte di un singolo individuo.

     

    1. Le coincidenze evolutive umane scaturiscono da un’intenzione conscia, o inconscia, da parte di una ristretta o globale collettività umana terrestre.

     

    1. Le coincidenze evolutive animali scaturiscono da un’intenzione istintiva da parte di una ristretta, o globale, collettività, corrispondente ad una qualsiasi tipologia di essere vivente esistente nel mondo animale terrestre.

     

    1. Le coincidenze evolutive naturali sono estranee a qualsiasi volere umano, scaturiscono da fenomeni naturali terrestri.

     

    1. Le coincidenze evolutive universali sono estranee a qualsiasi volere umano, scaturiscono da fenomeni naturali cosmici.

     

    1. Gli esseri umani a differenza degli animali possono tentare di studiare il meccanismo delle coincidenze, ma non sono ancora in grado dare alcuna interpretazione personale, positiva o negativa, poiché la coincidenza è neutrale, come l’energia del cosmo.

     

    1. Ogni speculazione repentina, superficiale e arbitraria, da parte dell’uomo comune, senza alcuno tipo di studio correlativo in merito, non può essere nemmeno considerata come un’opinione.

     

    1. Il giudizio di un’osservazione superficiale è considerato il risultato di un’inutile valutazione, di un atto primitivo scaramantico, che riduce il fenomeno naturale ad un semplice e dannoso pensiero superstizioso.

     

    1. Le coincidenze si diramano in una serie di varie tipologie di eventi sincronici. Questi scaturiscono da una fonte naturale, o intenzionale. Possono essere la manifestazione di origine inconscia dell’individuo, oppure sono estranei ad esso. In molti casi, le coincidenze scaturiscono da una parallela manifestazione della natura stessa.

    Estratto dal libro “Il Sincronismo Creativo” di Luca Falace

    Leggi anche Il Segreto Mitologico. Coincidenze nell’arte, nei miti e nelle leggende contemporanee


    luca falaceLuca Falace, nato in Italia, il 15 Dicembre del 1970, Laureato alla Facoltà di Lettere all’indirizzo Storico Artistico Contemporaneo. Nella sua tesi in Antropologia Culturale sul fenomeno delle divinazioni, evidenzia la relazione con le origini dell’arte attraverso la ricerca della simbologia del mito, presente nelle tradizioni popolari. Insegnate di storia dell’arte, creatore di opere pittoriche e musicali, designer di prodotti industriali, ideatore di macchinari per il benessere del corpo umano e mediatore nel settore dei Brevetti Industriali Internazionali. Da oltre un decennio è impegnato nell’analisi antropologica dell’arte e nello studio degli eventi paralleli. Ha pubblicato con Iemme edizioni Il Segreto Mitologico e Il sincronismo creativo (2013).

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    La Madonna della Stella

    La Madonna della Stella

    La Simbologia della Stella ad Otto Punte

    FONTE : ★ Home‎ > ‎★PORTALE CELESTE‎ > ‎★ARTE & SCIENZA‎ > ‎

    pubblicato 18 lug 2009, 12:12 da Luca Falace   [ aggiornato in data 25 lug 2009, 06:18 ]

    La Madonna della Stella

    Articolo del Dott. Luca Falace

     

    Fonte: Facebook L’Opera Celeste Fan
    Sabato 18 Luglio 2009

     

    Il nome dell’Opera in questione è stato dato dal dott. Luca Falace, poiché non si conosce l’Autore dell’Opera e la datazione. L’opera è di proprietà dei beni della famiglia Falace.

    Mentre un importante gruppo di storici lavora, per la ricerca dell’attribuzione della datazione di questo dipinto, ho battezzato tale opera, poiché non si conosce l’Autore, con il nome di – La Madonna della Stella – per l’evidente e magnifica Stella color Oro ad Otto punte dipinta sul mantello della Vergine.  Tale attribuzione del nome, da me inventato, è possibile grazie al fatto, che l’opera in questione è di mia proprietà. 

    Questo dipinto fu acquistato o ereditato dallo zio di mia nonna paterna, grande collezionista di arte moderna, e quindi di proprietà dei beni della mia famiglia. La tela è molto antica, infatti già mio nonno Adamo per preservare l’opera la fece incorniciare con un vetro di protezione. Dall’antichità della tela è improbabile che sia un opera del periodo ottocentesco inerente il Neoclassicismo o un opera di qualche ramificazione preraffaellita. Lo stile dell’opera richiama l’intervallo di tempo a cavallo tra il 1440 e il 1470. Poi aspetterò il responso inerente l’attribuzione. In ogni caso, la bellezza di quest’opera è rara ed unica nel suo genere e sono felice di averla eredita”. Luca Falace

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    La Madonna della Stella
    Opera collezione privata di famiglia. Particolare dell’Opera – Autore ignoto – Periodo probabile attribuzione seconda metà del  XV secolo

    Particolare dell’Opera – Autore ignoto – Periodo probabile attribuzione seconda metà del  XV secolo


    Attiribuzione in Corso

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    La Madonna della Stella

    Descrizione del Dott. Luca Falace

     Lo stile dell’opera richiama l’intervallo di tempo a cavallo tra il 1440 e il 1470. Dall’antichità della tela è iimprobabile che sia un opera del periodo ottocentesco inerente al Neoclassicismo o opera di qualche ramificazione preraffaellita. La bellezza di quest’opera è rara ed unica nel suo genere. La presenza dei due classici personaggi del culto mariano è a dir poco impressionante. Lo sguardo della Vergine e del Bambino è intelligente ed eloquente. L’intensità della loro attenzione, nei confronti degli astanti spettatori che ammirano quest’opera, sembra richiamare le figure del Leonardo.

    In quest’opera sono presenti l’intelligenza e la genialità leonardesca, nel rendere vive le figure, ma lo stile è evidentemente precedente. Inoltre la Madonna ed il Bambino sembrano ripercorrere stili storici diversi, pur essendo entrambi presenti nella stessa opera.

    Nel complesso l’opera vive in un matrimonio tra l’arte tardo medievale, per alcune decorazioni in oro, quali l’aureola della corona d’orata della Madonna e del Bambino, e chiari riferimenti al primo Rinascimento, quali la prospettiva, la postura, il colore e le sembianze tipiche delle opere del nascente Rinascimento. Lo stile presente in quest’opera vive una comunione tra il primo Rinascimento, la cultura tardo gotica e l’arte fiamminga.

    Per quanto concerne la Madonna, Essa richiama, in alcuni lineamenti del volto, nelle forme e nella postura, lo stile del Bellini e come ho già descritto, quella dell’arte italiana del primo Rinascimento, seppur nelle sue fattezze è presente l’eco dell’arte nordica.

    Nel Bambino, invece, con in mano una giovane colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, sono presenti delle forme tardo gotiche. La figura incarna le sembianze di alcune opere dell’arte nordica, fiamminga e precisamente del Drurer e dall’evidente muscolatura a tratti michelangiolesca. La piccola colomba bianca, che si posa con leggerezza sulle dita della mano sinistra del Bambino, mentre con la destra il Salvatore sta ad indicare il volatile, rappresenta metaforicamente il crescente Spirito Santo. E’ la figura stessa del Cristo in giovane età. La Giovane colomba e il Cristo hanno la stessa giovinezza e sono la medesima cosa.

    Per quanto concerne il discorso simbolico sulla stella dorata ad otto punte, presente sul mantello della Vergine, è rara la presenza di questo simbolo, in questa determinata tipologia iconografica. Sappiamo che questo simbolo è presente maggiormente nell’araldica ecclesiastica. Il simbolo, di tale stella ad otto punte, secondo alcuni simboleggia il Cristo Salvatore, mentre secondo altri rappresenta la Vergine Maria.

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    La Simbologia della Stella ad Otto Punte

     

    Nello studio dell’iconografia legata all’antica simbologia, la stella ad otto punte rappresenta la dèa babilonese Ishtar. E’ presente in antichità l’associazione della dèa, con il pianeta Venere. Quindi nell’iconografia, la dèa è associata alla stella ad otto punte. Tale simbolo si trova nell’iconografia cristiana in riferimento alla Madonna; la Vergine Maria.

    E’ un antico riferimento quello del simbolo con l’icona della divinità. E in particolare con la stella ad otto punte, che rappresenta spesso il Pianeta Venere. Già i sumeri adottavano tale simbolo, per quanto concerne la raffigurazione del Pianeta Venere, poiché le fasi dell’astro corrispondono ad un ciclo di otto anni terrestri. Anche nel periodo medievale esiste un riferimento astronomico equinoziale.

    Probabilmente il geniale e ignoto autore dell’opera, nel rappresentare tale dipinto, era inconsapevole dell’antica simbologia da lui costruita intorno all’opera. In tal senso ricordiamo un passaggio di Mircea Eliade presente nel suo volume, “Immagini e Simboli a pag. 16, sulla questione del simbolismo:

     “[…] il simbolo rivela determinati aspetti della realtà – gli aspetti più profondi – che sfuggono a qualsiasi altro mezzo di conoscenza. Le immagini, i simboli, i miti non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità e adempiono una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell’essere“.

    Nella cultura occidentale la stella ad otto punte corrisponde al Centro Sacro, il quale viene raffigurato da un quadrato, nel quale vi sono due diagonali e due mediane. In architettura esiste un chiaro riferimento tra la stella ad otto punte e il Centro Sacro. L’unione delle punte formano l’ottagono e in origine i battisteri erano di forma ottagonale. Il battesimo ricordiamo che era considerato uno strumento, per compiere un rito di passaggio. Tale rito è appunto il passaggio che avviene dalla terra al cielo, dalla materia allo spirito.

    Nella cultura orientale troviamo la medesima descrizione del Centro Sacro, ma in forma circolare. La Ruota con Otto Raggi compare prevalentemente in Oriente, ma anche in Occidente. Questa da origine a vari significati simbolici, quali la ruota del Karma, la ruota dei Chakra, la Rosa ad Otto petali.

    Partendo dalla questione che la stella ad otto punte è uno dei simboli fondamentali associati alla dèa Ishtar, con il passare del tempo, c’è stata una fase di stratificazione delle culture, come avviene in tutti i miti e i simboli. Il culto si è adattato a tali cambiamenti, alle culture successive, e quindi  anche nelle relative divinità femminili. In tal senso troviamo lo stesso simbolo associato alle successive divinità similari: Astarthe, Iside, Afrodite e Venere, fino al relativo recente culto mariano.

    L’origine di tale associazione, si ramifica poi in varie versioni. Quella più ufficiale, diciamo storica e antropologica, è di carattere astrologico. La Grande dèa, la Magna Mater, in generale è stata sempre associata ad un astro notturno molto lucente, quindi la Luna o il pianeta Venere. Questo Pianeta ha suscitato un maggior interesse, in molte culture, pur essendo lontano e quindi piccolo a differenza del nostro satellite, la Luna, che si presenta all’osservazione in una grandezza maggiore, poiché molto vicino alla Terra. Venere con la sua luce intensa a differenza di tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare possiede una duplice natura; stella del mattino e della sera. Questo evidentemente doveva essere uno dei motivi della scelta dell’astro, in corrispondenza di determinate divinità, oltre al fatto che il suo ciclo di otto anni, si basa sul numero sacro dell’Otto. Tale numero sappiamo che, in molte culture, ha un valore sacro corrispondente all’Infinito.

    Nella versione della mitologia contemporanea, ovvero per quanto concerne la mitologia popolare, esiste una spiegazione, tra la similitudine delle coincidenze simboliche e mitologiche, in riferimento ai simboli derivati dal numero otto e la figura della Magna Mater. In molti miti contemporanei è descritto, che lo stesso simbolo templare della stella ad otto punte rappresenti il femminino sacro.

    E’ questo uno dei motivi principali, secondo i più recenti miti popolari, dell’adozione del simbolo negli emblemi dei principali Ordini. La stella ad otto punte, la Croce delle Beatitudini, è in riferimento al femminino sacro. In tal senso la Vergine rappresenterebbe questo femminino Sacro.

    Come abbiamo già visto la stella ad otto punte è il simbolo del Tempio. I Templari hanno adottato questo simbolo, nella costruzione delle grandi cattedrali gotiche. Il Rosone gotico rappresenta il simbolo della Stella ad otto punte. Il Simbolo della Rosa, quello della Ruota. Questi simboli si ritrovano tutti, in un unica icona: la Coppa del Santo Graal. Questa rappresenta simbolicamente la rinascita mistica.  Il Graal è l’immagine simbolica della coppa, che rappresenta il femminino relativo alla grande madre. Sin dai tempi antichi la coppa, che accoglieva l’acqua che cadeva dall’altro, così come la terra veniva fecondata, era il simbolo della Magna Mater. La madre di tutte Madri. La leggenda dei cavalieri alla ricerca del Graal, sta a significare il ritrovamento del femminino sacro rappresentato dalla stella ad otto punte. Tale simbolo disegna la conciliazione tra la terra, che è raffigurata dal quadrato ed il Cielo figurato dal cerchio, così come nella simbologia dei solidi, la materia è rappresentata dal cubo e lo spirito dalla sfera.

    L’emblema di questo equilibrio tra l’Avere e l’Essere è la Stella Polare: la Porta del Cielo. Altra similitudine è la Rosa dei Venti, per l’utilizzo dell’indicazione dei punti cardinali. La Stella Polare iconograficamente ha uno schema ottagonale, quindi la simbologia del numero otto e i relativi simboli del centro sono determinati dalla sua simmetria centrata. Per tale motivo è chiamata Stella Polare, in altre parole è considerata simbolicamente il centro del Mondo. E per tale motivo metaforicamente la Stella Polare è il simbolo della fonte della luce, per la salvezza materiale e spirituale. Questa rappresenta metaforicamente il Centro Sacro attorno al quale ruota l’intero firmamento. Come la Stella Polare indica la via giusta, la Stella ad Otto punte rappresenta la via dei giusti, la via della risveglio, secondo i più recenti miti popolari.

    Luca Falace

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    CONNECTION

    A CURA DI E-VOLUZIONE, SAEL E LUCA FALACE


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    ESTO, IDEA, STUDIO E RICERCA DOTT. LUCA FALACE
    TECNOLOGIA E-VOLUZIOE E SIAL
    14 FEBBRAIO 2014 – MOON PARTY – 
    (la sera di San Valentino a Città della Scienza)